Vino Libero porta a Vinitaly la biodiversità enologica italiana

Oscar Farinetti, ideatore del progetto Vino Libero e presidente della cantina piemontese Fontanafredda, che ne è la capofila, ha sempre sostenuto che l’Italia è l’unica penisola al mondo che si estende, su una latitudine perfetta, stretta da nord a sud, chiusa all’interno di un mare su cui spirano venti buoni. Partendo dal Tirreno, dallo Ionio e dall’Adriatico questi venti marini s’incontrano con quelli, anch’essi dolci, delle montagne e delle colline che percorrono completamente la nostra penisola. Venti con brezze, venticelli con arie fresche, ponentini con levantini: sono incontri di bellezza che creano un microclima unico al mondo. Danno luogo a quella che gli appassionati di bellezza chiamano biodiversità. La mitica, indiscutibile, assoluta biodiversità italiana.
Ne è un esempio il “Marin”, il vento del mare che, giungendo dalla Liguria, si posa sui Nebbioli delle Langhe, aiutandoli a diventare quei grappoli straordinari che generano il Barolo.
Grazie a questi venti la biodiversità agroalimentare Italiana gode di una serie di primati assoluti nel pianeta: 7.634 specie di flora vascolare, 55.600 specie di animali viventi, 1.200 vitigni autoctoni, più di 500 cultivar di olive, 140 cultivar di grano duro.

 

 

In una manifestazione di respiro internazionale, come Vinitaly, tutta improntata sul vino, l’Associazione Vino Libero non poteva che dedicare il suo stand proprio alla splendida biodiversità rappresentata dagli oltre 1.200 vitigni autoctoni italiani, lavorati poi pazientemente dalla mano dell’uomo, raccontando attraverso un vero e proprio “Showmaking del vino” come si arriva ad un prodotto finale che non sia semplicemente buono, quindi piacevole per il palato, ma anche sano e rispettoso della salute del consumatore finale e dell’ambiente nel quale viviamo.

In un’area espositiva completamente rinnovata, che occuperà gli spazi D6 e D7 del Padiglione 7 della Fiera di Verona, il visitatore non solo potrà degustare tutte le novità delle 13 aziende coinvolte nel progetto, ma entrerà in un piccolo angolo di azienda vitivinicola e, oltre a vere piante di vite che richiameranno per suggestione l’ambiente della vigna, potrà toccare con mano e, perché no, utilizzare, gli strumenti dell’enologo, conoscendo così meglio, attraverso un’esperienza sensoriale complessa, il processo produttivo che porta alla realizzazione del vino.
Protagonisti dunque agli stand di Vino Libero tutti e 13 i produttori, i quali scenderanno in campo in prima persona, su di un piccolo proscenio al centro dell’area espositiva, per raccontare le tecniche utilizzate e coinvolgere il pubblico in una serie di attività insolite ed emozionanti, come la sboccatura di uno spumante “alla volée”, la realizzazione di un grande vino rosso, assemblando tagli di diverse annate e diversi vigneti, la degustazione di grandi bianchi d’annata.

 

Così, da domenica 22 marzo a mercoledì 25 marzo, le aziende vinicole Fontanafredda, Casa E. di Mirafiore, Montanaro, Agricola Brandini, Borgogno, Monterossa, Serafini & Vidotto, Le Vigne di Zamò, Fulvia Tombolini, Masseria San Magno, Certosa di Belriguardo e Calatrasi&Miccichè porteranno un pezzettino della loro storia e del loro savoir faire a Vinitaly, attraverso agli interventi dei rispettivi enologi, agronomi, esperti commerciali ed appassionati bevitori, che si alterneranno sul palco di Vino Libero ogni ora, tutti i giorni, tra le 11:00 e le 16:00.
Inoltre, verrà dato ampio spazio alla narrazione delle partnership tra Vino Libero e le aziende che ne sostengono e promuovono lo sviluppo, prime fra tutte Smurfit Kappa, per il packaging a 360°, Nomacorc, per i tappi per vino, e Syngenta, in agricoltura.

 

Infine, sabato 21 marzo, Casa E. di Mirafiore, storica casa vinicola a Serralunga d’Alba (CN), parteciperà alla prestigiosissima degustazione “Opera Wine” evento esclusivo che offre agli operatori specializzati di tutto il mondo la possibilità di conoscere i 100 più grandi produttori italiani selezionati dalla prestigiosa pubblicazione americana Wine Spectator, degustando i migliori vini all’interno del Palazzo della Gran Guardia a Verona. Un riconoscimento importante che vede protagonista il Barolo Paiagallo 2010, fiore all’occhiello dell’azienda, realizzato con uve nebbiolo provenienti da un vigneto di proprietà, Vigna Paiagallo, nel comune di Barolo, ed affinato in botti grandi, come da centenaria tradizione langarola.

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