Montanaro: 130 anni di storia e ancora giovani!!

 

La sede è sempre la stessa: nulla (o quasi) è cambiato negli stabilimenti della Distilleria Montanaro, lungo la via principale di Gallo d’Alba, dove, nel 1885, Francesco Trussoni, rinomato maestro di alambicchi, ebbe la geniale intuizione di creare la Grappa di Barolo, la prima monovitigno della storia. Rinnovati i locali, che oggi ospitano anche una piccola bottega dove acquistare non solo le grappe ma anche i prodotti tipici delle Langhe, nulla è stato modificato nelle storiche cantine che ospitano gli stessi alambicchi a vapore, introdotti nei processi produttivi  da Angela Trussoni e da suo marito Mario Montanaro che, con il loro figlio Giuseppe, presero le redini dell’azienda nel 1922. Da allora anche le tecniche sono rimaste uguali, tramandate oralmente di padre in figlio, così come l’abitudine di selezionare attentamente le vinacce da distillare: questa pigrizia ha permesso di creare una sorta di “ecosistema” irripetibile, dove i distillati Montanaro, ed in particolare la grappa di Barolo, sono l’emblema più sofisticato dei pregi connessi al felice territorio delle Langhe, nei suoi molteplici aspetti storici e culturali.

 

Ancora oggi, da Montanaro, una volta selezionate, le vinacce vengono separate per monovitigno e distillate separatamente; ogni alambicco, poi, è caricato con circa 300 chilogrammi di vinacce che, a seconda della resa, produrranno dai 15 ai 25 litri di grappa. All’interno degli alambicchi viene poi immesso vapore a bassissima pressione e, ogni ora circa, viene controllata manualmente la temperatura dagli esperti alchimisti che aprono in seguito le valvole che scaricano le flemme nella colonna di distillazione, all’interno della quale l’ulteriore separazione tra l’acqua e l’alcol permette di ottenere un prodotto estremamente alcolico che ha mantenuto i profumi ed i gusti tipici di una distillazione discontinua ed estremamente artigianale.

 

“Quando sono entrato in società, nell’ormai lontano 2000, mi sono trovato in un ambiente molto particolare e mistico – dice Giulio Bongiovanni – Il lavoro che facciamo giornalmente è a tutti gli effetti sublimazione della materia: trattiamo un solido (la Vinaccia), trasformandolo in un gas e successivamente in gocce di alcool etilico profumate e purissime. L’impianto, utilizzato secondo il progetto dell’alchimista Trussoni, è sempre lo stesso, tenuto in manutenzione scrupolosa da abili artigiani ed i nostri strumenti di lavoro sono le nostre mani…. non potete immaginare che soddisfazione.”

 

Ma Montanaro non si è fermata: seppure nel rispetto della più rigorosa tradizione alchemica langarola, l’innovazione continua e ha portato numerose novità come “6 pm Afterwork”, il nuovissimo aperitivo poco alcolico, realizzato con acqua Lurisia ed estratti e coloranti naturali, e la “Grappa 130” prodotta in un limitato numero di bottiglie con grappa di Nebbiolo da Barolo del 1978, rimasta a riposare a lungo in botte di rovere, e pensata come regalo agli intenditori: una vera grappa da meditazione.

Pubblicato il da Vino Libero in News